Isole e Olena e il suo Chardonnay 2024: la voce bianca del Chianti Classico

Lo Chardonnay di Isole e Olena è un gesto controcorrente che negli anni è diventato stile. Un vino che nasce da 6 ettari di vigneti incastonati nel bosco toscano, oltre i 400 m di altitudine, su suoli di calcare, marne e galestro: la matrice più autentica del Chianti Classico. Qui, dove il Sangiovese è sovrano, l’azienda ha scelto di esplorare un’altra possibilità espressiva del territorio, dimostrando che anche un vitigno internazionale può farsi interprete della Toscana più profonda.

Fondata e resa celebre dal carisma visionario di Paolo De Marchi, Isole e Olena è una delle realtà storiche del Chianti Classico. Oggi la proprietà è passata al gruppo francese EPI, ma la filosofia resta immutata: eleganza, ricerca, anticonformismo. Reolon guida la parte tecnica con la stessa attenzione maniacale alla qualità che ha reso la tenuta un riferimento internazionale.
I vigneti – 56 ettari tra i 300 e i 500 m – si trovano nella parte occidentale della denominazione, un’area che regala vini di grande finezza. Al vertice della gamma c’è Cepparello, Sangiovese in purezza la cui prima annata risale al 1980: uno dei Supertuscan che hanno scritto la storia del vino italiano. Accanto a lui, il Vin Santo – un must per gli appassionati – e lo Chardonnay, che negli anni ha dimostrato come la mineralità del Chianti Classico possa trovare nuove forme.

L’annata 2024 racconta una stagione luminosa, fresca, sorprendentemente equilibrata. Un inverno mite e asciutto ha lasciato spazio a una primavera piovosa ma regolare, mentre l’estate – più fresca rispetto agli ultimi anni – ha favorito una maturazione lenta e completa. La vendemmia, tra il 27 agosto e il 15 settembre, ha consegnato uve integre, aromaticamente nitide, che hanno fermentato in piccoli legni (solo il 30% nuovi) e affinato dieci mesi sulle fecce fini.
Il risultato è un bianco di equilibrio naturale, dove freschezza e profondità convivono senza frizioni. Un vino che non cerca effetti speciali, ma lascia parlare la materia: tensione minerale, eleganza, una progressione che promette longevità. Con l’inizio del 2026, esce in sole 22mila bottiglie e 500 magnum, confermando la vocazione pionieristica della tenuta.
Se lo Chardonnay è la voce laterale, il Chianti Classico è il cuore pulsante di Isole e Olena. L’annata 2023 è stata complessa per molti produttori toscani, segnata da una primavera piovosa e da una forte pressione della peronospora. Ma la posizione ventilata dei vigneti di San Donato in Poggio e un lavoro agronomico meticoloso hanno permesso di preservare integrità e qualità delle uve.
La raccolta, tra metà settembre e metà ottobre, ha portato in cantina Sangiovese e una piccola quota di Canaiolo perfettamente maturi, capaci di mantenere freschezza aromatica e acidità: due elementi chiave per la longevità del vino. La vinificazione segue la via maestra della tradizione: fermentazione in acciaio, maturazione in botti grandi per 12 mesi e ulteriori 6 mesi di bottiglia.
Il Chianti Classico 2023 è un rosso preciso, fragrante, energico. Profuma di ciliegia fresca, piccoli frutti rossi, violetta, con tocchi speziati ed erbacei. Al palato è dinamico, sostenuto da tannini fini e da un’acidità vibrante che allunga il sorso in un finale sapido e nitido. “Siamo un’azienda artigianale che rielabora costantemente il proprio approccio alla viticoltura” racconta il direttore tecnico Emanuele Reolon, “per creare vini capaci di trasmettere la vera essenza della nostra terra”.

La cifra stilistica di Isole e Olena resta quella della qualità in evoluzione: una ricerca continua che non tradisce mai la propria identità.
