Roberto Conti e il nuovo corso di Casa Camperio

Chef Roberto Conti ha scelto di cambiare direzione: da maggio, Casa Camperio, ristorante e cocktail bar milanese a pochi metri dal Castello Sforzesco, è diventata l’unica sede del suo progetto gastronomico, oltre che la sua nuova casa professionale. Non più soltanto guida culinaria dell’insegna, Conti oggi ne è anche socio proprietario insieme alla famiglia Lascatti, storica presenza della ristorazione cittadina.

Roberto Conti

Andrea Lascatti
Nel ristorante, dove il pass della cucina dialoga con il bancone dell’American bar lungo un’unica linea prospettica, la proposta gastronomica si muove tra rigore francese, radici italiane e tecniche contemporanee. Le sale, scaldate da una palette che richiama la West Coast statunitense, accolgono un menu costruito su due percorsi degustazione e una carta ampia. Tradizione celebra Milano e l’Italia con piatti come il Vitello Tonnato preparato con salsa classica e capperi soffiati di Pantelleria, il Riso alla milanese con ossobuco e gremolada, fino al Tiramisù composto direttamente in sala. Il Percorso Creativo, invece, rilegge la memoria gastronomica con tocchi inattesi: la Sarda in carpione farcita con confettura di cipolla agrodolce, il Tagliolino con liquirizia e caffè, il Brasato non brasato che rivela una zuppa di pesce e alghe.

La carta si apre con una selezione di pescato crudo o alla griglia, a testimonianza dell’attenzione dello chef per la materia prima. La Capasanta arriva leggermente arrostita con mousseline al Parmigiano, tartufo nero e un’aria di Champagne; l’Asparago dialoga con gel di tuorlo, latte di Parmigiano 36 mesi e acqua di salicornia; la Carota diventa un esercizio di stile vegetale tra forno, crudo, sorbetto al lime e centrifuga allo yuzu. Non manca un omaggio al Piemonte con la Lingua cotta sottovuoto, arrostita e laccata, servita con salsa verde, caviale e una macedonia agrodolce che richiama il mondo delle mostarde.

I primi guardano alla tradizione italiana con un passo contemporaneo: il Risotto reinterpreta lo spaghetto aglio, olio e peperoncino attraverso Parmigiano, aglio nero fermentato, crema di peperone di Carmagnola e acqua di prezzemolo; le Lasagne arrivano nella versione più iconica, al ragù. Tra i secondi, l’Agnello alla brace è accompagnato da crema di pecorino, fave in diverse consistenze e un salmoriglio di salicornia e acciughe, mentre la Cotoletta milanese viene servita con salsa olandese, purè di patate e salsa vierge al pomodoro. Per due persone, lo Chateaubriand cotto alla brace e nappato con fondo di manzo viene porzionato in sala e servito con asparagi, carciofi e cardoncelli. I dessert oscillano tra la Tarte Tatin e una Panna Cotta con rabarbaro e ibisco, fino alla Bavarese con asparagi bianchi, cioccolato e caviale.

Il racconto di Casa Camperio si completa al bancone, dove la drink list Aperitif on the moon esplora lo spazio in chiave liquida. Nova reinterpreta il Clover Club con Rum Brugal Gran Reserva 1888, menta, shiso e una bolla all’acqua di lampone; Rigel aggiorna il Gimlet con cordiale di agrumi e timo; Strawberry Eclipse alleggerisce il Negroni con vermouth all’aceto balsamico e Campari alla fragola; Luna Morada, con carota viola fermentata e Tequila Reposado, indaga il mondo dell’affumicato. All’aperitivo, lo Spritz rosa con Sarti Rosa e Chardonnay frizzante accompagna crudi di mare e una selezione di bites che sintetizzano la filosofia della casa: madeleine al Parmigiano, insalata russa con mela verde e ketchup di carota, arancino ripieno di ossobuco.

Casa Camperio si prepara così a diventare uno degli indirizzi più interessanti della nuova ristorazione milanese. Per Conti, è l’inizio di una fase più matura, personale e radicata, un percorso che punta a costruire nel tempo una proposta solida, capace di dialogare con la città giorno dopo giorno, servizio dopo servizio.
