di Stefania Albanese
Nella città in cui il brunch è ormai un rito sociale più che un semplice momento della giornata, e dove la caccia alla location perfetta è diventata sport metropolitano, Bartolomeo sa esattamente dove posizionarsi, e a chi parlare.
Perfetto dalla colazione all’aperitivo, questo nuovo indirizzo milanese prende il nome dalla via che ne custodisce l’identità: via Bartolomeo Eustachi 25. Qui, in un palazzo angolare nel cuore di Città Studi, il locale occupa il piano terra e un ampio dehors che regala un’atmosfera chic e rilassata, soprattutto nelle giornate di sole.

L’idea nasce da cinque professionisti del settore, Ugo Fava, Fabio Lucarelli, Martina Lucattelli, Benedetta Merlini e Gloria Cingolani, che hanno intrecciato visioni diverse in un progetto comune.
Il design e la direzione artistica portano invece la firma di Anna Paola Loliva, architetta e fondatrice di Loliva Studio, che ha immaginato Bartolomeo come un dialogo continuo tra acciaio e legno, bianco e rosso. All’interno, la graniglia veneziana incontra superfici color burro; lampade in carta illuminano un bancone in lattice naturale sospeso sotto un soffitto ceruleo. L’ispirazione asiatica è dichiarata negli arredi quanto nel menu: pannelli leggeri, tendaggi e un’opera iconica di Nicolas Denino accolgono gli ospiti all’ingresso. All’esterno, invece, tavolini e poltrone da camping creano un piccolo cortile urbano dal twist inatteso, che sorprende e diverte.

Con una capienza di circa 40 coperti tra interno ed esterno, Bartolomeo propone una selezione dolce e salata pensata per chi ama una colazione healthy a base di yogurt, porridge o pane e ricotta con pesce e pistacchi, ma anche per chi cerca qualcosa di più creativo. Imperdibili i croffle, deliziosi waffle preparati con un impasto che ricorda quello dei croissant: in versione uova, spinacino, bacon e salsa Béarnaise; con prosciutto crudo, zucchine e mandorle; oppure accompagnati da cremoso gelato alla crema. Non mancano piatti freddi e caldi come la tartare di Chianina con insalata e vinaigrette, il cous cous con verdure di stagione e l’uovo alla cocque con pecorino e stick di pane.

La drink list spazia tra vini bianchi, rossi, rosati e bollicine provenienti da tutta Europa, tre tipologie di birre, i classici cocktail, smoothies e caffetteria. A completare la proposta, due bevande giapponesi: la bibita allo Yuzu, agrume asiatico dal profilo aromatico che ricorda limone, mandarino e pompelmo, e il Kombucha, leggermente acido e frizzante, ottenuto dalla fermentazione del tè zuccherato.

Possiamo dire che il senso estetico di Bartolomeo lo si percepisce dal suo ambiente quanto dalla sua cucina, che punta su estetica e cura gastronomica. Nonostante sia aperto solo dallo scorso luglio, Bartolomeo è diventato già un argomento di tendenza tra giovani studenti e professionisti della Milano amante del bien vivre. Poche proposte, scelte con attenzione, pensate per far innamorare attraverso abbinamenti ricercati e piatti da condividere, che sia davanti a un calice o a un paio di caffè.