Noli, il borgo che per tre giorni diventa un pensatoio sul mare

C’è un punto della Liguria in cui il mare sembra avvicinare le idee invece di disperderle. È Noli, minuscolo e antico, che dal 22 al 24 maggio 2026 si trasforma in un luogo di ascolto, confronto e immaginazione collettiva. Qui nasce Il Borgo delle Idee, un festival che non si limita a ospitare incontri: li mette in relazione con il territorio, con le sue architetture, con la sua storia e con quella domanda che attraversa l’intera edizione: cosa può salvarci oggi?
La parola scelta come tema, Salvezze, è volutamente plurale. Non indica un approdo, ma un movimento. È un invito a guardare al presente senza semplificazioni, accettando che le vie d’uscita — personali, sociali, culturali — non siano mai univoche. Da questa tensione nasce la direzione artistica di Gabriella Nobile, che immagina il festival come un luogo in cui il pensiero non sia un ornamento, ma una necessità quotidiana.
Attorno a lei si muove un gruppo di professionisti che dà forma al progetto: il contributo scientifico di Massimo Recalcati, la visione paesaggistica di Simone Ottonello, il dialogo con le istituzioni curato da Matteo Ravera, il ponte con il mondo delle imprese affidato a Paolo Macri, e il lavoro del Noli Social Club coordinato da Fulvio Peluffo.
Il festival non ha un solo centro: si muove. Respira. Si sposta tra piazze, chiese, scorci che diventano parte integrante della narrazione. Dal Duomo di Savona, dove Don Luigi Ciotti apre la manifestazione dialogando con gli studenti, fino alle atmosfere intime della Chiesa di Sant’Anna e della Chiesa di San Francesco, che accoglie anche un’installazione di Antonio Marras.

In Piazza Chiappella, cuore pulsante del programma, si alternano voci che appartengono a mondi diversi ma che condividono la stessa urgenza di interrogare il presente: Paolo Virzì, Donatella Di Pietrantonio, Gianrico Carofiglio, Franco Arminio, Gad Lerner, Rossella Postorino, Silvia Salis. E naturalmente Recalcati, che con una lectio attesa e partecipata apre la prima serata del festival.
Il Borgo delle Idee non è solo un calendario di appuntamenti: è un ecosistema. Accanto ai dialoghi e alle letture, c’è spazio per il cinema — con la proiezione del nuovo film di Virzì — e per la scoperta del territorio, grazie alle passeggiate storico-architettoniche curate dai volontari del FAI.
Un capitolo importante è dedicato ai più giovani: la rassegna Zerodiciannove porta a Noli Creature. Dalla carta alla creta, un progetto che unisce illustrazione e ceramica e coinvolge tre talenti liguri — Letizia Iannaccone, Giulia Pastorino e Anais Tonelli — in un percorso che trasforma il segno in materia.

Il festival nasce anche grazie al sostegno della Fondazione De Mari, che vede nella cultura non un accessorio, ma un motore di coesione e innovazione. È una visione che attraversa l’intera manifestazione: la cultura come strumento per leggere il territorio, ridurre le disuguaglianze, immaginare nuove forme di comunità.
In un panorama culturale spesso dominato dalla velocità, Il Borgo delle Idee sceglie la lentezza. Sceglie l’ascolto. Sceglie la complessità. E lo fa in un luogo che sembra fatto apposta per accogliere domande più che risposte.
Per tre giorni, Noli non è solo un borgo sul mare: è un laboratorio aperto, un luogo in cui le parole si intrecciano al paesaggio e diventano occasione per ripensare ciò che, individualmente e collettivamente, vale ancora la pena salvare.



