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A Milano arriva Inno, un viaggio tra Messico e Giappone fronte Duomo

Milano accoglie un nuovo protagonista della sua scena gastronomica: Inno, un ristorante che porta nel cuore della città un’inedita fusione tra la tradizione messicana e l’eleganza giapponese. Il locale si affaccia direttamente su Piazza Duomo, al secondo piano di un palazzo storico all’angolo con via G. Mazzini, dove un terrazzo e ampie vetrate offrono una vista spettacolare sulla cattedrale.

L’atmosfera è intima e curata nei dettagli, con luci soffuse, velluti e un allestimento artistico che vede protagoniste le opere di Enrico Dicò, autore di ritratti pop di icone come Marilyn Monroe, James Dean e reinterpretazioni contemporanee di classici come La ragazza con l’orecchino di perla. Le sue venticinque opere, realizzate con tecniche miste e materiali come acrilico, neon flex e plexiglas combusto, contribuiscono a creare un ambiente caldo e avvolgente, impreziosito da un imponente lampadario di cristallo composto da settemila fili lavorati a mano.

A guidare la cucina è lo chef Marcos Cardoso, brasiliano di nascita e cresciuto in Spagna, con esperienze tra Austria e Palma di Maiorca, dove dal 2013 dirige con successo Emilio Innobar. La sua proposta nasce dall’incontro tra due culture gastronomiche lontane ma sorprendentemente complementari: da una parte il calore, la vivacità e la convivialità della tradizione messicana; dall’altra la precisione millimetrica, la purezza e l’equilibrio umami della cucina nipponica. Ne derivano piatti originali, spesso pensati per essere condivisi, costruiti su ingredienti freschissimi e lavorazioni complesse che richiedono lunghe preparazioni, soprattutto per quanto riguarda salse e riduzioni.

Tra le creazioni più rappresentative compaiono il pollo in tempura passato al forno e servito con gelato al mango, il filetto di manzo accompagnato da tortillas di mais, coriandolo, panna e formaggio Manchego, il purè di platano maduro e la Tartare di Salmone dedicata a Dicò, arricchita da una soia ai funghi e da una Vichyssoise reinterpretata. Cardoso porta a Milano anche alcuni dei suoi piatti simbolo e una selezione di pesce per tartare, sashimi e ceviche. Non manca un tocco scenografico: lo chef ama presentare personalmente i piatti di pesce, tagliando i sashimi direttamente al tavolo.

La carta dei vini, curata dal sommelier Marcelo Cardozo, propone etichette di grande prestigio, dai Bordeaux più celebri ai grandi Champagne, dai Pinot Noir e Chardonnay di Borgogna ai migliori vini italiani, fino a una selezione di sake giapponesi. Accanto ai vini, una serie di cocktail pensati per accompagnare i piatti completa l’esperienza, con creazioni come la Margarita by Inno, il Maria Sakura Mary e Cura, che uniscono distillati internazionali a spezie, agrumi e note affumicate.

L’accesso al ristorante avviene tramite un ascensore privato che conduce a due sale con cucina a vista, mentre il terrazzo esterno, riservato esclusivamente a tavoli da due, offre una delle viste più suggestive della città, sospesa tra il Duomo e Cordusio. L’atmosfera è resa ancora più accogliente da un sottofondo musicale che alterna lounge e bossa nova, contribuendo a definire un’esperienza che va oltre la semplice cena.

Inno si presenta così come un viaggio sensoriale che intreccia culture, tecniche e suggestioni visive, un luogo pensato per chi cerca una cucina capace di sorprendere e un ambiente in cui arte, gusto e convivialità dialogano in modo armonico.

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