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Nel cuore dell’Alta Langa, un luogo che si lascia scoprire

Le Due Matote è un luogo che non si impone: accade. Un relais nato dal recupero conservativo di un antico casale seicentesco, immerso tra rose antiche, vigneti e orizzonti che si aprono fino al Monviso. La struttura presenta un lusso non urlato, etico e sostenibile, ed è esattamente ciò che si percepisce varcando il cancello in ferro battuto: un panorama che toglie il fiato, un giardino all’italiana abitato da oltre mille varietà botaniche e dodici specie di rose antiche che profumano l’aria da maggio a settembre.

La visione che ha dato vita a questo luogo porta la firma di Arianna Cefis, imprenditrice dal gusto eclettico e sensibilità contemporanea. Cresciuta tra Londra, Parigi e Singapore, Arianna ha riportato in Italia un’idea di ospitalità che intreccia memoria e modernità. Ha seguito personalmente ogni fase del progetto, scegliendo materiali, arredi, decori, pezzi unici scovati nei mercati d’antiquariato, conferendo a ogni ambiente uno stile personale, elegante, sobrio ma particolare, moderno nell’allure ma anche retro. Il risultato è un dialogo perfetto tra passato e presente, tra travi che scricchiolano e vetrate altissime che incorniciano il paesaggio.

Le sei suite del relais sono mondi privati, ognuno con una propria identità. Dalla Imperial Suite Botticelli, che custodisce un letto appartenuto a Napoleone, alla Gertrude Jekill con il suo soppalco sospeso, fino alle due Garden Suites immerse nel verde. Finestre altissime, soffitti importanti, cementine originali, camini, specchi antichi, tessuti ricercati: ogni stanza è un racconto, un frammento di storia che si intreccia con il comfort contemporaneo. L’attenzione al benessere è maniacale, dalle lenzuola Rivolta Carmignani ai cuscini selezionabili, fino alla cura dei materiali e delle atmosfere.

La Spa è una gemma nascosta, raggiungibile scendendo una scala in pietra originale che conduce all’antica cantina. Volte in mattoni, legno a terra, luce filtrata dal giardino. Una vasca riscaldata a 36°, una sala massaggi intima, rituali ayurvedici e trattamenti firmati Comfort Zone, azienda italiana certificata B Corp. All’esterno, la piscina a sfioro guarda le colline: un quadro vivente che cambia con le stagioni e accompagna un’idea di benessere che nasce dalla terra.

La sostenibilità è un pilastro identitario. Pannelli solari, compostaggio, recupero dell’acqua piovana, colonnine elettriche, struttura plastic-free. L’orto simbiotico alimenta la cucina con prodotti stagionali — fave, asparagi, pomodori, zucche — coltivati senza fertilizzanti chimici, in un ecosistema autosufficiente che riflette un approccio “no waste” trasversale a ogni servizio. 

All’interno del relais, il ristorante L’Orangerie è la “casa” dello chef Luca La Peccerella, campano di Benevento, che nelle Langhe ha trovato un equilibrio personale e professionale. La sua cucina nasce dalla memoria, dai gesti antichi appresi in famiglia, e si intreccia con la generosità del territorio. Per la stagione 2026, il menu degustazione è stato chiamato La cucina di casa mia: un ponte tra radici e presente, tra mare e collina, tra tradizioni campane e materia prima piemontese.

A pochi passi dal relais, nel borgo di Bossolasco, sorge Maison Otto, dimora ottocentesca di 800 mq, finemente ristrutturata. Otto suite dipinte a mano, una cucina che sembra uscita da un romanzo, una piccola Spa, una piscina raccolta. Un rifugio riservato, perfetto per chi cerca un ritmo diverso, un tempo che non corre ma scorre.

La stagione 2026 si è aperta il 26 marzo, accompagnata da due appuntamenti speciali: il Brunch di Pasqua, con isole tematiche e piatti iconici come vitello tonnato, risotto allo scoglio e beef Wellington, e la Caccia all’Uovo d’Oro di Pasquetta, un’avventura tra giardino e borgo con 60 uova nascoste, ognuna contenente un premio. 

Le Due Matote non è solo un relais: è un modo di stare al mondo. Un luogo che parla piano, che non ha bisogno di urlare per essere ricordato. Un rifugio di bellezza, memoria, natura e cura, dove ogni gesto è pensato per restituire all’ospite la sensazione rara di sentirsi esattamente nel posto giusto.

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