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Abbiamo provato la cucina de Le Terrazze, il ristorante del Ritual a Baja Sardinia

di Stefania Albanese

 

Sono trascorsi quarantanove anni tra quando il celebre Ritual di Baja Sardinia ha inaugurato la sua prima stagione e quando ha deciso di aprirsi anche alla ristorazione. Qualche giorno fa, abbiamo incontrato Francesca Fiore, owner del club più iconico e longevo della Sardegna, affiancata dalla sua squadra di fiducia: Marco Poltronieri, general manager, Tiziano Rossi, direttore del rooftop restaurant, e Alessandro Cabona, chef de Le Terrazze.

Francesca racconta che fu suo padre Andrea Fiore, architetto parmense, a immaginare questo luogo nel cuore della macchia mediterranea gallurese. Intorno al 1970 acquistò una porzione di monte che custodiva grotte naturali incastonate nella roccia: un’oasi primordiale che sembrava chiedere di diventare qualcosa di unico, quasi mistico. Andrea era convinto che quelle cavità avessero ospitato antichi rituali — intuizione che lo portò a scegliere il nome Ritual, il suo “primogenito”.

Francesca sarebbe arrivata qualche anno dopo, e l’ammirazione che ancora oggi nutre per il padre è palpabile. Nel 2004, la morte dell’imprenditore la mise davanti a una scelta: vendere il locale o raccoglierne l’eredità. Lei, appena ventiduenne e già madre, decise di intraprendere il viaggio più importante della sua vita. Ed è grazie a quella scelta che il Ritual continua a brillare.

Nel 2019 il club ha compiuto un nuovo passo, inaugurando Le Terrazze, ristorante di pesce e carne che intreccia sapori locali e ingredienti internazionali. Siamo stati ospiti della struttura in una serata di giugno, conversando con Francesca mentre il sole calava dietro uno dei punti più alti del monte, tra i 50 e i 60 metri sul livello del mare, regalando un tramonto che sembrava scolpito apposta per questo luogo.

“La clientela, in questo periodo, è prevalentemente americana […] In bassa stagione apriamo solo nel weekend”, ci racconta. Poi aggiunge: “Il target è cambiato nel tempo: prima molto adulto, poi più giovane. Oggi è decisamente variegato”.

La cena si è aperta con un abbinamento sorprendente: ostrica della Normandia e pera, un incontro contemporaneo e delicato. Di seguito, un carpaccio di orata, capasanta e ricciola con mango, finocchi e peperoncino candito: un piatto che rivela la ricerca e la sensibilità dello chef Carbona. Sono arrivati, poi, un gazpacho di pomodoro con gelato di burrata e gambero rosso di Mazara del Vallo, e una tartare di Fassona piemontese accompagnata da una giardiniera di verdure. La calamarata “come una zuppa di pesce”, firmata Pastificio Mancini, è stat un’esplosione marina: frutti di mare, crostacei, pesci di scoglio e maggiorana che raccontano il Mediterraneo in un solo boccone. Il secondo piatto ha unito capasante, crumble di Pata Negra, fichi caramellati, pesca e basilico: un equilibrio elegante tra dolcezza, sapidità e freschezza.

Le Terrazze è un ristorante che fa dell’esclusività e dell’attenzione al dettaglio la propria identità, dentro e fuori dal piatto. Una location scenografica, con una vista che incanta e una cucina capace di parlare tanto ai palati più curiosi quanto a quelli più affezionati alla tradizione sarda.

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