Aminta, la nuova Tenuta dei Cecchi, presenta un Brunello 2020 e un Rosso 2023

La Famiglia Cecchi ha presentato ufficialmente i vini della nuova Tenuta Aminta. Parliamo di un Rosso di Montalcino D.O.C. 2023 e Brunello di Montalcino D.O.C.G. 2020, insieme alle anteprime delle vendemmie 2024 e 2021. L’acquisizione, avvenuta nel 2018, segna l’ingresso dell’azienda familiare in uno dei territori più prestigiosi del vino italiano.

La proprietà si trova a Castelnuovo dell’Abate, accanto all’Abbazia di Sant’Antimo, e si estende su sei ettari suddivisi in tre vigneti, Pian Bossolino, Cantina e Caselle, caratterizzati da altitudini e suoli differenti. La protezione naturale del Monte Amiata garantisce condizioni pedoclimatiche ideali, con escursioni termiche e varietà geologiche che esaltano la precisione e il carattere dei vini.

“Con Aminta abbiamo voluto completare un percorso che da sempre ci lega al Sangiovese, vitigno che consideriamo centrale nella nostra identità produttiva. Entrare a Montalcino è stato il risultato di una scelta attenta, maturata nel tempo, che ci ha portati a investire in un territorio di straordinaria complessità e prestigio. Aminta nasce da questa visione: valorizzare i grandi terroir italiani con vini profondamente legati all’origine, essenziali nello stile e pensati per durare nel tempo” dichiara Andrea Cecchi, Presidente e CEO di Famiglia Cecchi.

Il nome Aminta racchiude tre radici: Anita Sardelli, madre di Andrea Cecchi e figura ispiratrice della famiglia; il Monte Amiata, elemento chiave del paesaggio e del microclima; e il riferimento culturale all’opera pastorale di Torquato Tasso, legata al tema della fonte, richiamata dalla sorgente termale presente nella Tenuta.
La produzione è volutamente limitata: 3.000 bottiglie numerate di Brunello 2020 e 3.100 di Rosso 2023, affiancate da pochi magnum. Le etichette riprendono i disegni originali di Anita Sardelli, con tratti e colori che raccontano l’identità della famiglia e del territorio.

Con Aminta, la Famiglia Cecchi completa un percorso iniziato nel Chianti Classico e proseguito in Maremma, Umbria e Villa Rosa. L’approdo a Montalcino conferma la volontà di interpretare i grandi terroir italiani con uno stile essenziale, legato all’origine e pensato per durare nel tempo.