LUCA GUELFI APRE NEL BORGO SARDO DI SAN PANTALEO

Per Casa Boheme l’imprenditore abbandona i panni del businessmane veste quelli dell’artigiano del gusto
Il magnifico borgo di San Pantaleo apre le porte a un nuovo esclusivo bistrò: Casa Bohème si aggiunge alla lista degli oltre 30 locali aperti in Italia e nel mondo firmati Luca Guelfi, noto imprenditore attivo dal 1993. Circondato tra le dolci colline della Gallura, a pochi passi dalla Costa Smeralda, il ristorante rappresenta un progetto che unisce design, cucina e spirito cosmopolita: la cura dei dettagli è maniacale, passando dai piatti all’interior décor, dalla musica, all’accoglienza. Chi sceglie Casa Bohème lo fa guidato dal desiderio di sentirsi a casa, seppur lasciandosi trasportare dalla bellezza della location e dalla bontà dei sapori. Luca Guelfi, con questo nuovo spazio, vuole raccontare una storia di passione, ricerca e libertà creativa, una sintesi affascinante di trent’anni di esperienze culinarie, artistiche e culturali, vissute tra Milano, Courmayeur, Ibiza, Formentera, Miami, Los Angeles, Caraibi, giusto per citare alcune delle città toccate dal tocco business di Guelfi.
“Casa Bohème è come un vinile che un musicista pubblica a fine carriera, raccogliendo i brani più significativi di una vita”, racconta Guelfi. “Non scrivo canzoni, ma creo atmosfere e suggestioni. Questo bistrò è la mia autobiografia emotiva, il locale che ho sempre voluto”.

Il bistrò si trova all’interno di un raffinato palazzo ottocentesco, restaurato mantenendone alcuni dettagli storici e originali, e si articola su tre livelli e 300mq. Dalle sue finestre, si può scorgere la favolosa Piazzetta della Chiesa, il cuore pulsante del borgo. Al suo design, ha lavorato l’architetto Gianmaria Torno, che ha voluto emulare la suggestiva atmosfera dei bistrò francesi e americani, mescolando oggetti e arredi vintage e moderni. Entrando in Casa Bohème, sembrerà di trovarsi all’interno di un film di Stanley Kubrick: addirittura, nei bagni del locale, sono proiettate scene di film del regista, di cui Guelfi è vero fan. Il nome del ristorante non è una scelta casuale: Guelfi vuole regalare agli ospiti del suo ultimo locale la sensazione di trovarsi all’interno di un caos ordinato attraverso locandine, poster, quadri e sculture di artisti importanti locali, ma anche tramite una pavimentazione in marmo graniglia a scacchiera bianco-rossa, soffitti con travi in legno antico, lampade anni ’20 e, infine, un maestoso candeliere firmato Venini. Tuttavia, il vero gioiello della location, quell’arredo che non potrà mai avere un valore economico alto quanto quello emotivo, è rappresentato dalla maestosa libreria contenente una selezionata collezione di libri, oggetti e macchine fotografiche polaroid appartenenti a Guelfi. Si potrebbe definire Casa Bohème come la galleria d’arte personale del suo proprietario.
La parte culinaria è affidata all’Executive Chef italo-americano Gianluca Rosano, capace di creare piatti che sappiano mescolare la tradizione sarda a quella delle altre regioni italiane e del mondo. Le materie prime provengono dai mercati locali, motivo per il quale il menu tende a cambiare quotidianamente. Non manca, naturalmente, una cantina, che propone centinaia di etichette nazionali e internazionali di vini e distillati, e un cocktail bar capace di reinterpretare i classici drink dando loro un tocco sardo, attraverso l’uso di botaniche, spezie e distillati. In questa nuova avventura, Luca Guelfi è accompagnato dalla sua splendida moglie, Barbara Pedrini, e da suo figlio Matteo. Mentre lei ha scelto di lasciare la sua brillante carriera nella moda per accogliere gli ospiti di Casa Bohème e aggiungere un tocco attento e caloroso, quello che solo una donna è capace di dare; il giovane cura la selezione musicale del locale, tramite musiche diverse a seconda degli orari. Durante tutta l’estate, faranno da padroni numerosi e coinvolgenti dj set rigorosamente in vinile, che avranno il piacere di accompagnare in un viaggio entusiasmante chiunque vorrà vivere un’esperienza fuori dal comune in un luogo magico.
“A Casa Bohème voglio abbandonare i panni dell’imprenditore e tornare a fare l’artigiano del cibo, voglio passeggiare tra i tavoli, raccontare i piatti, ascoltare i clienti, dare consigli”, conclude Luca Guelfi.