{"id":914,"date":"2024-05-03T09:20:16","date_gmt":"2024-05-03T09:20:16","guid":{"rendered":"https:\/\/placesmagazine.it\/?p=914"},"modified":"2024-05-03T09:20:16","modified_gmt":"2024-05-03T09:20:16","slug":"apre-palazzo-utini-unoasi-di-gustodi-eccellenza-firmata-da-enrico-bartolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.placesmagazine.it\/?p=914","title":{"rendered":"Apre Palazzo Utini, un\u2019oasi di gustodi eccellenza  firmata da Enrico Bartolini"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Locanda di lusso con quindici camere e suite e due ristoranti, <\/strong><strong>uno di alta cucina e un bar-bistrot. Lo Chef Resident \u00e8 Roberto Monopoli<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-920 size-large\" src=\"https:\/\/placesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Palazzo-Utini-\u00a9-Alessandro-Carra-62-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.placesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Palazzo-Utini-\u00a9-Alessandro-Carra-62-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.placesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Palazzo-Utini-\u00a9-Alessandro-Carra-62-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.placesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Palazzo-Utini-\u00a9-Alessandro-Carra-62-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.placesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Palazzo-Utini-\u00a9-Alessandro-Carra-62-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/www.placesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Palazzo-Utini-\u00a9-Alessandro-Carra-62-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.placesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Palazzo-Utini-\u00a9-Alessandro-Carra-62-330x220.jpg 330w, https:\/\/www.placesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Palazzo-Utini-\u00a9-Alessandro-Carra-62-400x267.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A soli quindici minuti da Parma, culla della gastronomia ed epicentro della Food Valley italiana, patrimonio Unesco, un piccolo paese di poco pi\u00f9 di tredicimila abitanti si appresta a diventare una nuova destinazione per gourmet e appassionati del\u00a0<em>bien vivre<\/em>. Nato dalla riqualificazione di un edificio storico nel centro cittadino, Palazzo Utini \u00e8 una moderna \u201clocanda\u201d che celebra con spirito contemporaneo la proverbiale ospitalit\u00e0 emiliana sia nell\u2019offerta gastronomica, sia nell\u2019accoglienza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Palazzo Utini\u00a0nasce, infatti, dal desiderio della famiglia Utini di riportare in vita un luogo storico del territorio, dal passato glorioso e da sempre votato alla cultura gastronomica di eccellenza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per questo\u00a0importante progetto, che condensa raffinata accoglienza e alta ristorazione,\u00a0la famiglia Utini ha voluto al proprio fianco Enrico Bartolini, cuoco da tredici stelle Michelin, che con questa insegna arriva al numero tondo di dieci ristoranti di alta cucina in Italia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>\u201cL\u2019idea di aprire Palazzo Utini nasce una decina di anni fa quando con la mia famiglia abbiamo deciso di ristrutturare l\u2019edificio che un tempo ospitava L\u2019Aquila Romana\u00a0<\/em>\u2013 racconta Alessandro Utini \u2013<em>\u00a0un ristorante molto famoso di Noceto che ha fatto la storia della cucina italiana negli anni Settanta e Ottanta e frequentato non solo dai buongustai della zona, ma anche da diversi personaggi famosi, come la grandissima Mina.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel novembre del 2016, al Teatro Regio di Parma, in occasione della presentazione della Guida Michelin, l\u2019incontro con lo Chef Enrico Bartolini:\u00a0<em>\u201cNei mesi seguenti gli abbiamo presentato il nostro ambizioso progetto<\/em>\u00a0\u2013 continua Alessandro Utini \u2013\u00a0<em>e ci \u00e8 parso subito entusiasta: grazie alla stima reciproca abbiamo deciso di unire le rispettive competenze per creare qualcosa di speciale nel panorama della cucina e dell\u2019hotellerie italiane.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019interior designer Stefano Guidotti e il suo studio si sono occupati dell\u2019intero progetto di ristrutturazione con l\u2019idea di preservare il legame con il territorio, ma anche di creare uno spazio elegante e contemporaneo, un luogo dove design e cucina si fondono in un connubio perfetto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La proposta gastronomica<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-918 size-large\" src=\"https:\/\/placesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-03-alle-11.16.40-1024x581.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"581\" srcset=\"https:\/\/www.placesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-03-alle-11.16.40-1024x581.jpg 1024w, https:\/\/www.placesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-03-alle-11.16.40-300x170.jpg 300w, https:\/\/www.placesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-03-alle-11.16.40-1536x871.jpg 1536w, https:\/\/www.placesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-03-alle-11.16.40-2048x1162.jpg 2048w, https:\/\/www.placesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-03-alle-11.16.40-400x227.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">Talento e territorio, tradizione e cultura: binomi che ispirano da sempre il pensiero gastronomico di Enrico Bartolini e che anche in Palazzo Utini si traducono in una proposta elegante che ben racconta l\u2019eccellenza italiana. Per la cucina Enrico Bartolini si affida a Roberto Monopoli, classe 1984, pugliese di Bari, che dopo diverse esperienze accanto a importanti chef (da Valeria Piccini a Claudio Sadler, da Fabio Barbaglini ad Alain Ducasse e Christophe Martin) e una breve parentesi a Montecarlo, \u00e8 stato sous chef di Giuseppe Mancino al Piccolo Principe di Viareggio per poi assumere la guida del ristorante Il Parco di Villa Grey a Forte dei Marmi premiato per due anni con la stella Michelin.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>\u201cAnche qui \u00e8 fondante il principio talento e territorio\u201d<\/em>\u00a0racconta Bartolini.\u00a0<em>\u201cOggi la tendenza \u00e8 quella di delineare dei menu che prevedano pochi piatti, ma di grande livello, quindi meno quantit\u00e0 in favore della qualit\u00e0. Ci\u00f2 non significa poca possibilit\u00e0 di scelta, anzi ci saranno pi\u00f9 opzioni che cambieranno in virt\u00f9 della stagionalit\u00e0 degli ingredienti e della disponibilit\u00e0 delle materie prime, rigorosamente locali e freschissime. Nel percorso che abbiamo fatto insieme, Roberto si \u00e8 concentrato su alcuni piatti vegetali, non per moda, ma perch\u00e9 gli sono venuti spontanei: uno molto simpatico, con la carota, che ho apprezzato perch\u00e9 ci ho ritrovato lo spessore che cercavo in un morso. Si \u00e8 divertito con l\u2019anamorfismo per dare un buon senso estetico agli ingredienti, senza perdere il sapore: prima li abbiamo assaggiati a occhi chiusi, poi abbiamo dato loro una forma. Roberto Monopoli \u00e8 un cuoco gastronomico elegante che si confronta con un territorio ricco di storia e di tradizioni, dove il livello della proposta \u00e8 mediamente alto: tortelli o ravioli pazzeschi, una scaglia di parmigiano, un prosciutto, uno gnocco fritto soddisfano il palato di tutti. Quello che io cerco nel suo talento \u00e8 l\u2019ossessione per il territorio e le sue eccellenze; quindi, riuscire a raccontarli in piatti che li valorizzino appieno con ricette pi\u00f9 moderne e colorate e con tecnica contemporanea. Sono molto ambizioso, ma anche autocritico, la prova generale ha funzionato e vedo tutta la squadra allineata per essere al livello degli altri nostri ristoranti.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">La carta prevede due menu degustazione: uno da nove portate, che offre all\u2019ospite una panoramica generale della proposta, e uno da sette a mano libera dello chef con piatti inediti che cambieranno spesso in base alla disponibilit\u00e0 e alla stagionalit\u00e0 delle materie prime; non mancher\u00e0 la possibilit\u00e0 di scegliere un percorso da tre o da quattro piatti tra quelli in carta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>\u201cProporr\u00f2 una cucina che rispetta molto le materie prime del territorio<\/em>\u00a0\u2013 spiega lo Chef Resident Roberto Monopoli \u2013\u00a0<em>essendo pugliese non andr\u00f2 a confrontarmi con le pietanze tipiche della zona, ma in ogni piatto ci sar\u00e0 sempre una forte presenza di ingredienti Igp e Dop o comunque di prodotti locali che identificano la Food Valley nell\u2019immaginario collettivo\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ricette creative ed eleganti che mettono al centro la parte vegetale ed esaltano i prodotti del territorio e il pesce locale, come l\u2019ostrica del delta Po, la trota e l\u2019anguilla affumicata; o interpretazioni moderne di piatti tradizionali come gli gnocchi di Parmigiano, realizzati senza uova e patate, serviti in una zuppa calda di piselli, rafano e maggiorana, o la piadina ripiena di tartare di cavallo, tipica di Noceto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La direzione del ristorante \u00e8 affidata ad Alessandra Veronesi, che ha prestato servizio in altri ristoranti del gruppo Bartolini, tra cui il tristellato Mudec di Milano. Sua la definizione dell\u2019importante cantina (quattromilacinquecento bottiglie) e della carta dei vini: quattrocentocinquanta etichette per raccontare le zone pi\u00f9 importanti dell\u2019Italia enologica, suddivisa per regioni, tra piccoli produttori e grandi blasoni, ma con anche una buona presenza di Francia (sia nei bianchi, sia nei rossi, soprattutto dalla Borgogna) e di Germania (con interessanti verticali di Riesling). Particolare attenzione \u00e8 stata dedicata agli spumanti (la provincia di Parma da sempre \u00e8 riconosciuta per il consumo importante di bollicine) italiani (Alta Langa, Oltrep\u00f2 Pavese e Franciacorta) e d\u2019Oltralpe con un\u2019importante selezione di Champagne delle zone pi\u00f9 accreditate (C\u00f4te de Blancs, Montagne de Reims, Marne, Aube).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La location<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>\u201cL\u2019Aquila Romana ha fatto la storia di questo territorio e Alessandro Utini, che \u00e8 di Noceto, aveva l\u2019ambizione di poter far rivivere questo palazzo<\/em>\u201d continua Enrico Bartolini.\u00a0<em>\u201cDa subito vi ho visto una ricchezza nobiliare e antica da condividere con i viaggiatori di tutto il mondo. La famiglia Utini ha fatto un investimento imponente:\u00a0<\/em><em>ha praticamente ricostruito il palazzo facendone una casa con quindici tra camere e suite e due ristoranti. Ogni dettaglio \u00e8 stato pensato per rendere caldo e confortevole ciascun ambiente, cercando di dare un tocco moderno a un edificio storico.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019interior designer Stefano Guidotti e il suo studio hanno curato tutto il progetto di ristrutturazione con l\u2019idea di rispettare l\u2019identit\u00e0 del luogo e dell\u2019edificio, ma anche di lasciarsi guidare da uno spirito di ricerca che potesse creare un modello di accoglienza sobrio e raffinato, dal sapore internazionale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>\u201cMi occupo di questo progetto da tre anni<\/em>\u00a0\u2013 spiega Stefano Guidotti \u2013\u00a0<em>conosco Enrico da diverso tempo e mi occupo dei suoi ristoranti. Ho incontrato la famiglia Utini, hanno visto le mie realizzazioni e abbiamo iniziato a progettare tutto il palazzo. \u00c8 stato un progetto laborioso perch\u00e9 l\u2019immobile \u00e8 protetto da vincoli della sovrintendenza, sia per la ridefinizione degli ambienti sia per la scelta dei materiali. Ho cercato di ridistribuire i vari ambienti pensando pi\u00f9 a una casa che a un albergo. L\u2019idea di fondo \u00e8 quella di trasmettere all\u2019ospite la sensazione di essere accolto in uno spazio contemporaneo, con riferimenti di materiali e arredi pensati per un viaggiatore del mondo, indipendentemente dal fatto di essere a Noceto. Ho cercato di creare uno spazio trasversale.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">La scelta dei materiali \u00e8 il fil rouge che ha ispirato tutto il concept di interior: materiali con caratteristiche tecniche all\u2019avanguardia ma allo stesso tempo capaci di comunicare il fascino del passato. Un intervento sartoriale iniziato proprio con lo studio dei due piani dedicati alla ristorazione che Guidotti e Bartolini hanno concepito assieme, dalla scelta degli arredi al progetto illuminotecnico. Laccature, intonaci, tessuti, pelli, finiture e colori: ogni elemento parla lo stesso linguaggio e riconduce all\u2019idea di sofisticata eleganza che accompagna l\u2019ospite nella sua esperienza come fosse accolto in una casa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tutto il palazzo ha una connotazione molto forte dal punto di vista cromatico grazie a una palette cromatica giocata sulle nuance carta da zucchero e mastice che percorrono le quindici camere, il ristorante, le sale d\u2019attesa, i divani, gli arredi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>\u201cVorremmo creare a Noceto un\u2019oasi di gusto e ospitalit\u00e0 di eccellenza\u00a0a 5 stelle legata all\u2019autorevolezza dello\u00a0Chef Enrico Bartolini e al nome della nostra famiglia che da generazioni tramanda al suo interno valori importanti legati alla qualit\u00e0 e alle tradizioni che hanno reso famose queste terre\u201d\u00a0<\/em>conclude Alessandro Utini.<em>\u00a0\u201cFondamentali saranno la magica mano dello Chef Resident Roberto Monopoli, che con il suo talento dar\u00e0 vita a una cucina armonica e coinvolgente come una meravigliosa sinfonia; la competenza e la professionalit\u00e0 della Restaurant Manager Alessandra Veronesi; e il garbo e l\u2019eleganza di Mattia Leoncini che abbiamo scelto come General Manager di Palazzo Utini. La mia famiglia e io siamo molto felici di poter annunciare l\u2019avvio del nostro ambizioso progetto, che si arricchir\u00e0 nei prossimi mesi di altri spazi e servizi: Palazzo Utini \u00e8 il luogo ideale per vivere un\u2019esperienza coinvolgente in un territorio che \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte per i sensi.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Locanda di lusso con quindici camere e suite e due ristoranti, uno di alta cucina e un bar-bistrot. Lo Chef Resident \u00e8 Roberto Monopoli &nbsp; A soli quindici minuti da Parma, culla della gastronomia ed epicentro della Food Valley italiana, patrimonio Unesco, un piccolo paese di poco pi\u00f9 di tredicimila abitanti si appresta a diventare una nuova destinazione per gourmet e appassionati del\u00a0bien vivre. Nato dalla riqualificazione di un edificio storico nel centro cittadino, Palazzo Utini \u00e8 una moderna \u201clocanda\u201d che celebra con spirito contemporaneo la proverbiale ospitalit\u00e0 emiliana sia nell\u2019offerta gastronomica, sia nell\u2019accoglienza. Palazzo Utini\u00a0nasce, infatti, dal desiderio della famiglia Utini di riportare in vita un luogo storico del territorio, dal passato glorioso e da sempre votato alla cultura gastronomica di eccellenza. Per questo\u00a0importante progetto, che condensa raffinata accoglienza e alta ristorazione,\u00a0la famiglia Utini ha voluto al proprio fianco Enrico Bartolini, cuoco da tredici stelle Michelin, che con questa insegna arriva al numero tondo di dieci ristoranti di alta cucina in Italia. \u201cL\u2019idea di aprire Palazzo Utini nasce una decina di anni fa quando con la mia famiglia abbiamo deciso di ristrutturare l\u2019edificio che un tempo ospitava L\u2019Aquila Romana\u00a0\u2013 racconta Alessandro Utini \u2013\u00a0un ristorante molto famoso di Noceto che ha fatto la storia della cucina italiana negli anni Settanta e Ottanta e frequentato non solo dai buongustai della zona, ma anche da diversi personaggi famosi, come la grandissima Mina.\u201d Nel novembre del 2016, al Teatro Regio di Parma, in occasione della presentazione della Guida Michelin, l\u2019incontro con lo Chef Enrico Bartolini:\u00a0\u201cNei mesi seguenti gli abbiamo presentato il nostro ambizioso progetto\u00a0\u2013 continua Alessandro Utini \u2013\u00a0e ci \u00e8 parso subito entusiasta: grazie alla stima reciproca abbiamo deciso di unire le rispettive competenze per creare qualcosa di speciale nel panorama della cucina e dell\u2019hotellerie italiane.\u201d L\u2019interior designer Stefano Guidotti e il suo studio si sono occupati dell\u2019intero progetto di ristrutturazione con l\u2019idea di preservare il legame con il territorio, ma anche di creare uno spazio elegante e contemporaneo, un luogo dove design e cucina si fondono in un connubio perfetto. La proposta gastronomica Talento e territorio, tradizione e cultura: binomi che ispirano da sempre il pensiero gastronomico di Enrico Bartolini e che anche in Palazzo Utini si traducono in una proposta elegante che ben racconta l\u2019eccellenza italiana. Per la cucina Enrico Bartolini si affida a Roberto Monopoli, classe 1984, pugliese di Bari, che dopo diverse esperienze accanto a importanti chef (da Valeria Piccini a Claudio Sadler, da Fabio Barbaglini ad Alain Ducasse e Christophe Martin) e una breve parentesi a Montecarlo, \u00e8 stato sous chef di Giuseppe Mancino al Piccolo Principe di Viareggio per poi assumere la guida del ristorante Il Parco di Villa Grey a Forte dei Marmi premiato per due anni con la stella Michelin. \u201cAnche qui \u00e8 fondante il principio talento e territorio\u201d\u00a0racconta Bartolini.\u00a0\u201cOggi la tendenza \u00e8 quella di delineare dei menu che prevedano pochi piatti, ma di grande livello, quindi meno quantit\u00e0 in favore della qualit\u00e0. Ci\u00f2 non significa poca possibilit\u00e0 di scelta, anzi ci saranno pi\u00f9 opzioni che cambieranno in virt\u00f9 della stagionalit\u00e0 degli ingredienti e della disponibilit\u00e0 delle materie prime, rigorosamente locali e freschissime. Nel percorso che abbiamo fatto insieme, Roberto si \u00e8 concentrato su alcuni piatti vegetali, non per moda, ma perch\u00e9 gli sono venuti spontanei: uno molto simpatico, con la carota, che ho apprezzato perch\u00e9 ci ho ritrovato lo spessore che cercavo in un morso. Si \u00e8 divertito con l\u2019anamorfismo per dare un buon senso estetico agli ingredienti, senza perdere il sapore: prima li abbiamo assaggiati a occhi chiusi, poi abbiamo dato loro una forma. Roberto Monopoli \u00e8 un cuoco gastronomico elegante che si confronta con un territorio ricco di storia e di tradizioni, dove il livello della proposta \u00e8 mediamente alto: tortelli o ravioli pazzeschi, una scaglia di parmigiano, un prosciutto, uno gnocco fritto soddisfano il palato di tutti. Quello che io cerco nel suo talento \u00e8 l\u2019ossessione per il territorio e le sue eccellenze; quindi, riuscire a raccontarli in piatti che li valorizzino appieno con ricette pi\u00f9 moderne e colorate e con tecnica contemporanea. Sono molto ambizioso, ma anche autocritico, la prova generale ha funzionato e vedo tutta la squadra allineata per essere al livello degli altri nostri ristoranti.\u201d La carta prevede due menu degustazione: uno da nove portate, che offre all\u2019ospite una panoramica generale della proposta, e uno da sette a mano libera dello chef con piatti inediti che cambieranno spesso in base alla disponibilit\u00e0 e alla stagionalit\u00e0 delle materie prime; non mancher\u00e0 la possibilit\u00e0 di scegliere un percorso da tre o da quattro piatti tra quelli in carta. \u201cProporr\u00f2 una cucina che rispetta molto le materie prime del territorio\u00a0\u2013 spiega lo Chef Resident Roberto Monopoli \u2013\u00a0essendo pugliese non andr\u00f2 a confrontarmi con le pietanze tipiche della zona, ma in ogni piatto ci sar\u00e0 sempre una forte presenza di ingredienti Igp e Dop o comunque di prodotti locali che identificano la Food Valley nell\u2019immaginario collettivo\u201d. Ricette creative ed eleganti che mettono al centro la parte vegetale ed esaltano i prodotti del territorio e il pesce locale, come l\u2019ostrica del delta Po, la trota e l\u2019anguilla affumicata; o interpretazioni moderne di piatti tradizionali come gli gnocchi di Parmigiano, realizzati senza uova e patate, serviti in una zuppa calda di piselli, rafano e maggiorana, o la piadina ripiena di tartare di cavallo, tipica di Noceto. La direzione del ristorante \u00e8 affidata ad Alessandra Veronesi, che ha prestato servizio in altri ristoranti del gruppo Bartolini, tra cui il tristellato Mudec di Milano. 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